La bibliodiversità

La bibliodiversità è la diversità culturale applicata al mondo del libro. Ispirandosi alla biodiversità, fa riferimento all’indispensabile diversificazione della produzione editoriale messa a disposizione del lettore.

I grandi gruppi concorrono a una certa offerta editoriale con una massiccia produzione di libri, ma la bibliodiversità è strettamente legata alla produzione degli editori indipendenti. Infatti, attraverso la libertà di espressione, questi ultimi sono i garanti della pluralità e della diffusione delle idee, sono i veri protagonisti e i difensori della diversità culturale applicata ai libri.

Oggi, la bibliodiversità sembra minacciata dalla sovrapproduzione e dalla concentrazione di capitali, che favoriscono la supremazia di pochi grandi gruppi editoriali e la ricerca di profitti elevati. Il termine bibliodiversità fu coniato da alcuni editori cileni quando fu creato il gruppo “Editores independientes de Chile” alla fine degli anni ’90.

L’Associazione degli editori indipendenti ha fortemente contribuito alla diffusione e alla promozione di tale espressione in parecchie lingue, specialmente grazie alle dichiarazioni di Dakar (2003), di Guadalajara (2005) e di Parigi (2007), Città del Capo (2014).

Download dichiarazione (2014)

Download dichiarazione (2007)