In data 14 Settembre 2016 è stata diffusa questa lettera aperta a tutti i giornali:

“Abbiamo apprezzato l’intervento del Ministro Franceschini per cercare di conciliare le posizioni del Salone Internazionale del Libro di Torino e di Fabbrica del Libro spa, società privata di cui è azionista l’AIE, che intende creare una manifestazione fieristica a Rho in date contemporanee o molto vicine a quelle fissate da tempo da Torino.

Tuttavia, le interviste di Federico Motta, presidente dell’AIE, su illibraio.it e l’intervista di Corrado Peraboni, amministratore delegato della Fabbrica del Libro, su La Stampa, indicano che secondo AIE e Fabbrica del Libro l’unico accordo possibile consiste nel rendere marginale l’evento di Torino. Tra l’altro viene messo l’accento sulla valenza prettamente commerciale della fiera di Rho e quindi è lecito supporre che lo smantellamento del Salone di Torino comporterebbe la perdita di un patrimonio culturale accumulato in quasi trent’anni di storia. Un patrimonio nazionale che appartiene innanzitutto ai lettori, dunque agli italiani. Ricordiamo che 600 personalità della cultura di tutto il mondo hanno firmato un appello in difesa di questa eccellenza.

In attesa di conoscere gli esiti dell’incontro di martedì 20 settembre al ministero per trarre le debite conclusioni, i settanta editori (numero in crescita) che fanno parte dell’associazione firmataria chiedono che si parta al più presto con un progetto forte di Salone a Torino, raccogliendo l’eredità delle precedenti 29 edizioni, che lo hanno portato a essere la terza manifestazione europea in ordine di importanza dopo Francoforte e Londra.

Crediamo che ci siano le condizioni per correggere e sanare gli errori del passato che hanno contribuito a generare l’odierna situazione, e quindi per creare un Salone pubblico di interesse pubblico con una gestione efficiente e trasparente e un’organizzazione condivisa con editori, librai, bibliotecari e tutti coloro che hanno a cuore la promozione della lettura. Siamo pronti a partecipare a questo progetto nell’ambito della Fondazione per il Libro.

Auspichiamo anche che, se ha a cuore i libri e i lettori, l’AIE faccia un passo indietro e sposti di qualche mese le date della fiera di Rho in modo che Milano abbia la sua manifestazione e allo stesso tempo si possa realizzare la regia unica proposta dal Ministro Franceschini. Due manifestazioni distanti nel tempo non si cannibalizzano, possono operare in sinergia e fare sistema”.

 
Gli editori dell’Associazione Amici del Salone Internazionale del Libro di Torino